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Operation Velodrom PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
domenica 27 luglio 2008

 

Domenica Mattina, cielo coperto, caldo, a qualcuno ancora batte in testa la sangria della sera precedente, la colazione vede una sfilata di zombie quasi inquietante in Sala Colazione e dopo Colazione la situazione non cambia nel giardino dell'Hotel a fumarsi qualcosa tutti, chi più chi meno, cerchiamo di svegliarci e intanto ognuno esprime dei pareri e delle opinioni sugli avvenimenti del giorno precedente, il pranzo, la gara, la spensieratezza con cui gli Spagnoli vivono queste cose.

Discutiamo del fatto che qui molti addetti ai lavori si caricano sulle spalle l'onere di mandare avanti certe idee mentre in Italia questo tipo di iniziative sono relegate a tempi lontani ed oggi, viceversa, molti addetti del settore sono disinteressati, quando non boicottano apertamente, forse per semplice ignoranza. Tra un ricordo ed una discussione viene fuori un'idea un po' singolare, ma anche così tradizionale da apparire innovativa, perché quando la tradizione attraversa quella sottile soglia che divide il semplicemente vecchio dall'antico il suo recupero diventa innovativo.

Può apparire complesso, ma è più o meno quello che accade ad una macchina che invecchia, passa di moda, diventa un catorcio che ci si vergogna a guidare poi un bel giorno, improvvisamente, diventa storica ed allora la gente si gira a guardarla ed invece di dire: "Guarda quel pezzente che va in giro su quel catorcio" inizia a dire: "Guarda quella macchina, roba d'altri tempi". E' quello che successe alle Topolino, vecchi catorci negli Anni '60, da vergognarsi, oggi macchine che fan girare la testa quando passano sulla via.

Ci si muove con calma, due passi e siamo al Velodromo, è aperto, un campo di calcetto è stato ricavato al centro della pista in disuso e si sta giocando una partitella e mentre la osserviamo l'idea salta fuori: perché non creare un Club dall'interno ? Vilma difatti sta pensando che creare un Club da addetta ai lavori possa essere utile all'intero movimento, potrebbe forse far superare alcune barriere ideologiche a fare da ponte tra realtà diverse, unendole.

Ed è così che sugli spalti del Velodromo nasce e prende corpo l'idea di Fondare un Armellini Pipa Club basato a Barasso e prende corpo l'idea di Fondarlo il 4 Luglio che, sebbene distante dalla nostra tradizione, in qualche modo rappresenta una data storica, il famoso Indipendence Day. E' così che in una calda, caldissimo, mattina barcellonese, al Velodromo d'Horta nasce il germe dell'Armellini Pipa Club Barasso.

 
 
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